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  candido Un blog per coltivare in privato la ragione, dato che in pubblico si esprimono solo sentimenti
 
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L'autore di questo blog è convinto che la distruzione delle idee sia una tragedia.

Per esempio è convinto che se non fosse stata distrutta la biblioteca di Alessandria le canzoni del festival di Sanremo sarebbero meno stupide.






9 giugno 2009

Quando vincere non è abbastanza – un aneddoto su un dittatore

Aneddoto, raccontato dal premio Pulitzer Thomas L. Friedman in “From Beirut to Jerusalem”.

Dunque c’è un dittatore, Hafez-El Assad, il padre di quel Bashar al-Assad che c'è ora in Siria, che indice delle  elezioni. Nel solito clima di paura, coercizione e corruzione riesce a prendere il 98% dei voti. Un giornalista (straniero, ovviamente) gli chiede in conferenza stampa: "Presidente, solo 123541 persone hanno votato contro di lei. Cosa vuole di più?" Il presidente lo guarda con ferocia, e risponde solo due parole, a bassa voce:

"Their names" (I loro nomi)

Ed è chiaro che non scherza, è cupo. Perché mi è venuto in mente questo episodio dopo i risultati elettorali qui in Italia? Non lo so, così, un capriccio delle associazioni mentali.

 Hafez el Assad. Non godeva di buona stampa neanche lui.


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10 ottobre 2008

Un piano diabolico (Piero Calamandrei, 1950)

Così Piero Calamandrei  in un discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma nel lontano 11 febbraio 1950. Il piano che delinea è chiaro. L'atmosfera in cui immagina si possa perpretare non sembra diversa da quella che resperiamo oggi.

<<Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).

Comincia a trascurare  le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.>>

Piero Calamandrei (1889-1956), giurista, aderì all'appello antifascista di Benedetto Croce, fu rettore dell'Università di Firenze dal 1944 al 1948, e deputato dell'assemblea costituente prima e del parlamento italiano poi.


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4 luglio 2008

La contraddizione in termini: le tasse sul petrolio per far scendere il prezzo dei carburanti.

 

La Corte dei conti boccia la tassa sulla speculazione petrolifera di Tremonti. Per coloro che pensassero si tratta dei soliti giudici strumentalizzati, ecco il parere E. L. Grinols, docente di Economia all'Università dell'Illinois, sul testo "Microeconomia" (Zanichelli, 1997), in generale a proposito delle tasse:


"Le proposte di aumento della tassazione sono spesso corredate da analisi delle conseguenze che lasciano, in genere, intendere che saranno i ricchi, le imprese o altri gruppi a dover sopportare il peso di quelle tasse, mentre il contrbuente medio dovrà soltanto godere dei benefici di quel particolare programma di politica economica. Fortunatamente la maggioranza degli eletori è abbastanza saggia da riconoscere che gli argomenti retorici devono essere verificati dalla realtà. Nel caso della tassazione di imprese industriali il soggetto economico che effettivamente paga la tassa può finire per essere il consumatore." (p.213)

Gli elettori saranno saggi?


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15 maggio 2008

Riassunto della situazione politica

Don  Lorenzo Milani, Esperienze Pastorali (1958):

Ricchezza in Italia s'è sprecata e se ne spreca: non si può dire che si sia fatta una politica di austerità in un paese che importa calciatori al prezzo di cento milioni l'uno e che ha tutti i porticcioli ingombri di panfili lussuosi. S'è contentata la povera gente con una strana politica di lavori pubblici (strana perché non seriamente legata ai problemi di sviluppo, ma invece ai problemi del clientelismo elettorale). Si è placata la povera gente con l'estensione delle pensioni, complici in questo anche i sindacati che trovano più comodo ottenere dagli amici del potente una legge il cui
costo poi sarà distribuito sul medio ceto impiegatizio, artigianale, operaio con le imposte indirette, quando non sugli stessi disoccupati (vedi aumento del sale) piuttosto che lottare per ottenere una più precisa ed efficace determinazione dei modi di impiego del risparmio. [...] Il fatto è che un governo non c'è stato e questo fatto è stato a tutto svantaggio dei poveri [...] al meccanismo autonomo, cioè in parole povere: alle scelte dei padroni.




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21 aprile 2008

Della copia

 Un'opera originale ne fa quasi sempre nascere cinque o seicento altre, queste servendosi della prima all'incirca come i geometri si servono delle loro formule (Montesquieu)




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