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"Il fatto" di Travglio rischia di essere controproducente

 

Io credo che un buon giornale debba essere generalista, persino modaiolo in modica quantità, per dare il polso della situazione. Voglio dire, un giornale tematico, il sole 24 ore o la gazzetta dello sport, non mi serve per sapere cosa si dice in giro, parlerà inevitabilmente di economia e di sport. Se leggessi solo questi due giornali, non mi accorgerei che ci sono i mondiali e sale la febbre del tifo nel paese, o che l’andamento dello spread sugli short è diventato essenziale per la vita quotidiana, perché i due giornali ne parlano sempre, ogni giorno dell’anno ed ogni anno del secolo. Analogamente un giornale che fa della moralità il tema centrale delle sue inchieste non mi serve, non mi da la percezione dell’importanza relativa che la moralità assume in relazione alla gravità degli accadimenti. E’ un segnale piatto, monotono, ed alla fine inefficace ed inutile. Va bene come secondo giornale, per approfondimenti tematici, lo leggerò se per qualche motivo sono particolarmente interessato al settore “moralità e comportamenti singoli”. Lo compro se un politico della mia zona riceve un avviso di garanzia, come compro il corriere dello sport se mio cugino debutta in C2 o compro il sole 24 ore se so che nella finanziaria c’è una norma sugli sgravi fiscali per i bambini che fanno sport e ho iscritto mio figlio in palestra. Per tutti i giorni, voglio un giornale che parli della giornata nella sua interezza, che cazzeggi con lo sport se ci sono i mondiali, parli di politica alle elezioni, di gossip se si sposa un re e di economia se la borsa tracolla del 20%. E di inchieste giudiziarie se sono davvero eclatanti ed epocali, altrimenti mi basta il trafiletto in cronaca nera.

la prima pagina de "Il fatto". Troppo prevedibile per essere utile.

Pubblicato il 2/10/2009 alle 15.5 nella rubrica Diario.

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