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Ghedini, l’uomo delle verità nascoste

Ghedini nell’arringa per la difesa del lodo Alfano esprime la sconcertante tesi che "La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione".


Ora le possibilità sono due:
1)Ghedini è uno stupido, non capisce manco quello che dice,e Berlusconi è un tirchio che non si vuole permettere un avvocato meno peggio.
2)Ghedini è un onest'uomo infiltrato nella gang di Berlusconi, un comunista mascherato, un fondamentalista dei cattolici sociali o qualcosa del genere. Denuncia spudoratamente il pensiero del suo capo, da "utilizzatore finale", passando per i reperti archeologici “solo quattro ossa fenicie” fino all’ultimo "l’applicazione della legge non è uguale per tutti", che non si rende conto di quello che dice. Un delatore, insomma.

Seriamente, quelli che temevano di esagerare attribuendo tentazioni autoritarie o dittatoriali a Berlusconi sono (siamo) stati scavalcati, ormai siamo alla orwelliana fattoria dove i maiali “sono più uguali degli altri”. E Ghedini ce lo spiega in latino 'primus super pares', alla faccia di tutto quel culturame che non si era mai accorto che c’era pure un elegante principio giuridico latino che traduceva il volgarotto Orwell.
 

Paradosslmente, insomma, Ghedini è l'ultimo uomo libero con libero accesso ai mezzi di informazione. Solo che non lo sa.
 

Niccolò Ghedini. Uno dei nostri?

Pubblicato il 6/10/2009 alle 17.15 nella rubrica Diario.

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